Anche i nervi sono suscettibili di trattamento chirurgico, sia per lesioni traumatiche, sia per lesioni neoplastiche, in genere benigne. E’ intuibile che i nervi più esposti sono quelli degli arti, e che un eventuale danno può essere devastante, perché spesso provoca paralisi e perdita della sensibilità (ipoestesia e anestesia). I principali tronchi nervosi dell’arto superiore sono: il nervo radiale, il nervo ulnare, il nervo mediano.

  • il radiale per i movimenti di flessione e rotazione del braccio, ed estensione della mano, delle dita e del pollice;
  • l’ulnare per i movimenti di divaricazione ed avvicinamento delle dita e di flessione della mano e delle dita;
  • il mediano, per la sensibilità della parte centrale della mano e delle prime tre dita e per i movimenti del pollice verso il mignolo.

L’ulnare ed ancor più il mediano sono specialmente soggetti ad “intrappolamento” al gomito il primo, nel tunnel carpale il secondo. L’intervento consiste nell’apertura del “tunnel” in cui sono strozzati, sempre in anestesia locale.
I principali nervi dell’arto inferiore sono: il nervo sciatico ed il nervo femorale,

  • Il nervo sciatico deputato alla motilità del piede ed alla sensibilità della parte postero-laterale della gamba;
  • Il nervo femorale rende possibile i movimenti della gamba e raccoglie la sensibilità anteriore della coscia
  • Lo SPE o sciatico popliteo esterno, o nervo peroneo comune, che innerva il muscolo tibiale anteriore, l’estensore lungo dell’alluce, lungo e breve delle dita del piede. In pratica controlla la punta del piede, che in caso di deficit non si solleva dal suolo, ostacolando il cammino.

I neurinomi ed i fibromi sono tipici tumori dei tronchi nervosi, che si manifestano con dolore “elettrico” lungo il nervo, da cui vanno dissociati e rimossi. Fortunatamente il tumore può essere quasi sempre asportato senza danneggiare il nervo da cui origina (neurolisi).

I nervi danneggiati possono essere riparati poiché le fibre, a differenza delle cellule nervose, possono ricrescere. La tecnica più comune è quella di riaccostare i fasci di fibre interrotte e di suturarli (anastomosi termino-terminale). Quando la distanza tra i monconi del nervo interrotto non ne consenta l’accostamento per la sutura, si interpongono tra i principali fasci di fibre uno o più segmenti di un piccolo nervo sensitivo, prelevato dallo stesso paziente (autoinnesto).