VISITA NEUROCHIRURGICA

La visita neurochirurgica ha l’obiettivo di valutare la corrispondenza tra clinica ed esami radiologici per definire una diagnosi e un eventuale trattamento chirurgico. Il neurochirurgo studia la correlazione tra la sintomatologia e gli accertamenti diagnostici. Dunque, vengono considerati i risultati di esami come la risonanza magnetica o la tomografia computerizzata con mezzo di contrasto. Allo stesso modo, nel contesto di una visita neurochirurgica, assume grande rilevanza l’anamnesi.

La visita neurochirurgica è importante per confermare la diagnosi ipotizzata attraverso indagini strumentali e analisi di laboratorio, e decidere se e come intervenire chirurgicamente.

Nella pagina diamo informazioni utili ai pazienti che stanno per prenotare una visita neurochirurgica, urgente o meno. Spieghiamo in che cosa consiste una visita neurochirurgica e quando serve recarsi dal neurochirurgo. Chiariamo cosa fa e cosa cura lo specialista della chirurgia del sistema nervoso e della colonna vertebrale, cioè raccontiamo di cosa si occupa il neurochirurgo.

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Come prendere appuntamento per una visita neurochirurgica?

Se sai già cos’è una visita neurochirurgica, in che cosa consiste, come si svolge e quando è necessaria, puoi prendere appuntamento subito con il professor Antonino Raco, noto internazionalmente e considerato tra i neurochirurghi di eccellenza.

Antonino Raco svolge attività di neurochirurgo a Roma, Latina e Tricase (LE). Visita e opera nella clinica Villa Margherita, e nelle case di cura Pio IX e Quisisana, a Roma. È disponibile per consulti e una visita neurochirurgica a Latina al Centro Polispecialistico Edorave, e a Tricase, in provincia di Lecce, presso Casa di Betania

Contatta l’assistente del professore, la signora Rita Ficarra, e PRENOTA UNA VISITA NEUROCHIRURGICA.

Il neurochirurgo: di cosa si occupa e cosa fa?

Di cosa si occupa il neurochirurgo? Cosa fa? Come si intuisce dal nome, che deriva dal greco “νεῦρον” (neuron), cioè «nervo», e χειρουργός (kheirurgos), composto di «χείρ», «mano», ed « ἔργον», che invece significa «opera», «lavoro», il neurochirurgo è lo specialista della chirurgia del sistema nervoso. Il neurochirurgo opera per trattare chirurgicamente patologie del cervello, del rachide, dei nervi periferici e dei vasi arteriosi cerebrali.

Il neurochirurgo cosa cura?

Dunque, il neurochirurgo cosa cura? Lo specialista che esegue interventi di neurochirurgia tratta numerose patologie a carico del sistema nervoso centrale e periferico, e della colonna vertebrale:

  • ictus con ipertensione endocranica;
  • emorragie cerebrali;
  • aneurismi;
  • malformazioni vascolari;
  • malformazioni congenite del sistema nervoso;
  • stenosi del canale spinale;
  • neoplasie;
  • malattie degenerative del rachide; (spondilolistesi, scoliosi,discopatie)
  • traumi;
  • ernie discali lombari  dorsali e cervicali.

Prof. Antonino Raco

Il Prof. Antonino Raco è un neurochirurgo esperto che, grazie alle competenze acquisite negli anni ed al supporto di tecnologie avanzate,
è in grado di affrontare tutte le patologie più complesse della disciplina – vascolari, oncologiche, pediatriche, traumatologia cranica e vertebrale.

Dove opero


VILLA MARGHERITA


CASA DI CURA PIO XI


CLINICA QUISISANA


OSP. C. GIOVANNI PANICO


POLISPECIALISTICO EDORAVE


CASA DI BETANIA

Per maggiori informazioni

Se desideri avere maggiori informazioni sull’attività del professore, e su dove prenotare una prima visita neurochirurgica, anche urgente, chiama il numero di telefono qui sotto.

Sig.ra Rita Ficarra

Tel: 06 33775566
Orari: Lun – Ven 9.30-13.30

La visita neurochirurgica in cosa consiste?

Dopo essere stato sottoposto a indagini strumentali, come risonanza magnetica (RM)  tomografia computerizzata (TC) con contrasto, o angio TC cerebrale, il paziente può essere inviato al neurochirurgo. Per chiarire in che cosa consiste la visita neurochirurgica, occorre in primis capirne lo scopo: attraverso la visita neurochirurgica è possibile confermare un’ipotesi diagnostica o effettuare una diagnosi differenziale

Sulla base dei risultati emersi durante la visita con il neurochirurgo, si considera se ci siano i presupposti per intervenire chirurgicamente. Viene stabilita, inoltre, la strategia chirurgica più adatta, a seconda delle condizioni del paziente, e di una serie di valutazioni anatomiche e

Dunque, la visita neurochirurgica consiste in valutazioni che hanno per oggetto la diagnosi di una patologia e valutazioni che riguardano il suo eventuale trattamento chirurgico. Ma tutto questo come si svolge?

Come si svolge una visita neurochirurgica?

Descriviamo come si svolge una visita neurochirurgica. Durante il colloquio con il paziente, il neurochirurgo delinea un’approfondita anamnesi e valuta i risultati delle indagini neuroradiologiche. Normalmente il paziente che si presenta a una visita neurochirurgica è già stato sottoposto agli esami radiologici necessari a individuare processi patologici che possano essere trattati chirurgicamente.

È frequentemente il medico di base, in prima battuta, a prescrivere indagini strumentali per evidenziare eventuali patologie a carico di midollo spinale, colonna vertebrale o sistema nervoso centrale.

Per ottenere un’anamnesi il più possibile completa, durante la visita il neurochirurgo raccoglie informazioni sulla storia clinica del paziente, su eventuali patologie pregresse o concomitanti. Inoltre, valuta le abitudini e lo stile di vita del paziente, alla ricerca di elementi che possano essere messi in relazione con il quadro clinico.

Dopo aver definito anamnesi familiare, fisiologica e patologica, il neurochirurgo effettua l’esame neurologico del paziente. Attraverso l’esame neurologico vengono evidenziati i segni di possibili patologie a carico del midollo spinale o delle strutture nervose intracraniche.

Esame neurologico: in cosa consiste?

Il paziente che prenota una visita neurochirurgica può domandarsi come si svolge l’esame neurologico e in che cosa consiste.  Si tratta di una procedura che inizia con la semplice osservazione del paziente, da quando entra in ambulatorio.

Il neurochirurgo presta attenzione alla coordinazione dei movimenti del paziente, alla velocità con cui esegue i gesti quotidiani di una persona che entra in una stanza e si accomoda. È importante che ogni azione del paziente non venga semplificata dall’aiuto del medico o dell’accompagnatore. Infatti, in questo modo è possibile che emergano i segni di deficit, tutte quelle difficoltà che sono conseguenti a una sofferenza del sistema nervoso.

Per condurre un esame neurologico completo, il neurochirurgo esamina la postura e la deambulazione del paziente. Anche il comportamento è un aspetto cruciale per definire un quadro esaustivo delle condizioni cliniche. Infatti, il comportamento della persona rientra nell’insieme di elementi da valutare per un esame neurologico obiettivo completo.

Da una prima analisi di come il paziente si relaziona con il contesto, il neurochirurgo può evidenziare anomalie nell’eloquio e del linguaggio, una prassia insolita, la presenza di agnosia spaziale e diverse altre alterazioni del movimento.

In sintesi, un esame neurologico completo comprende un’indagine dello stato mentale del paziente, la valutazione del controllo motorio, della forza muscolare, di segni indicativi dell’integrità o meno dei nervi cranici. Inoltre, considera aspetti come la deambulazione, la capacità di mantenere la stazione eretta e di effettuare movimenti coordinati. Richiede informazioni anche sulla sensibilità, i riflessi e le condizioni del sistema nervoso autonomo.

Ulteriori accertamenti diagnostici

Durante la visita neurochirurgica, è possibile che siano prescritti ulteriori accertamenti diagnostici. Il neurochirurgo può richiedere che il paziente si sottoponga a esami neurofisiologici, cioè analisi che permettono di rilevare l’attività bioelettrica del sistema nervoso e dei tessuti muscolari. Quindi potrebbero essere necessarie indagini come l’elettromiografia, PEM (potenziali evocati motori) e PESS (potenziali evocati somatosensoriali).

Altri accertamenti diagnostici che vengono presi in considerazione dal neurochirurgo sono l’angio-TC, l’angio-RMN, il doppler dei TSA (tronchi sovra aortici) oppure dei vasi degli arti inferiori.

Cosa si intende per diagnosi differenziale?

Una visita neurochirurgica ha come primo scopo convalidare una determinata ipotesi diagnostica. Per confermare la presenza di una patologia è spesso necessario effettuare la cosiddetta “diagnosi differenziale”. Di cosa si tratta?

La diagnosi differenziale consiste nel mettere a confronto patologie differenti che però presentano una sintomatologia comune. Sulla base dei risultati di esami strumentali e di laboratorio, il neurochirurgo individua tra processi patologici con quadro clinico analogo quello che effettivamente riguarda il paziente.

Nelle diagnosi differenziale, lo specialista cerca i segni che permettono di individuare un’unica patologia alla base delle condizioni cliniche del paziente.

Lo scopo principale della diagnosi differenziale è proprio definire la diagnosi corrette, ed evitare valutazioni inappropriate. Insieme agli esiti radiologici e alle analisi di laboratorio, sono fondamentali anamnesi familiare, fisiologica e patologica, e l’esame neurologico obiettivo.

Quando è necessaria una visita neurochirurgica?

Quando fare una visita neurochirurgica? Quando è necessaria? Prima di arrivare nell’ambulatorio del neurochirurgo, il paziente ha generalmente già consultato il medico di base e un medico specialista come il neurologo. Infatti, una visita neurochirurgica, urgente o no, a seconda delle situazioni, è necessaria ogniqualvolta si ipotizzi la diagnosi di una patologia del sistema nervoso o della colonna vertebrale che preveda un trattamento chirurgico.

In particolare, una visita neurochirurgica è indispensabile per procedere con la terapia di processi patologici come malformazioni che causano intrappolamento, ernie discali cervicali e lombari, instabilità del rachide conseguente a traumi o degenerativa, stenosi del canale spinale, che può essere congenita oppure acquisita.

Viene prescritta una visita neurochirurgica nei casi in cui l’ipotesi di diagnosi sia una neoplasia vertebro-midollare oppure un neurinoma o una neoformazione dei nervi periferici. L’incontro con il neurochirurgo è necessario anche per trattamenti di radiochirurgia con Gamma Knife e per stabilire come attuare il trattamento di tumori primitivi cerebrali oppure di neoplasie secondarie.

Inoltre, il neurochirurgo cura con interventi di neurochirurgia malformazioni congenite come per esempio l’idrocefalo, la sindrome di Chiari, la siringomielia, la spina bifida. Infine, patologie quali la distonia e il morbo di Parkinson possono, in alcuni casi particolari, richiedere interventi di neurochirurgia.

Come mi devo preparare per una visita neurochirurgica?

In vista di una visita neurochirurgica, il paziente non deve effettuare nessuna preparazione particolare. L’unica accortezza consiste nel raccogliere e portare con sé tutta la documentazione che descrive il quadro clinico: i risultati di esami radiologici e di laboratorio, quindi lastre di risonanze magnetiche, di tomografie computerizzate, analisi del sangue, esiti di test neurologici e di neurofisiologia. Il paziente deve anche comunicare al neurochirurgo tutti i farmaci che sta assumendo.

Una visita neurochirurgica a Roma, Latina o Tricase dal professor Raco

Una visita neurochirurgica dal professor Antonino Raco permette di valutare tutte le possibilità terapeutiche, di chiarire ogni dubbio sulle procedure, e stabilire gli eventuali interventi di neurochirurgia da attuare.

Docente universitario e professionista noto a livello internazionale, Antonino Raco è tra i neurochirurghi d’eccellenza. Partecipa come relatore a congressi in tutto il mondo e svolge attività di ricerca, realizzando numerose pubblicazioni disponibili su PubMed. Ha portato a termine con successo più di quattromila interventi di neurochirurgia con tecniche innovative come come l’Awake Surgery e la chirurgia mininvasiva della colonna vertebrale.

Il professor Antonino Raco visita e opera a Roma presso Villa Margherita e Pio XI e opera in Quisisana. Svolge attività di consulenza ed è a disposizione per una visita neurochirurgica a Latina nell’ambulatorio del Centro Polispecialistico Edorave, e a Tricase, nel leccese, presso Casa Betania, attigua all’Ospedale G. Panico

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